CEnni
storici
La storia e le origini
Ipotesi sulla fondazione di Milano
Esiste
un momento preciso nell’incessante rincorrersi delle
stagioni in cui l’Altro Mondo ed il nostro s’incontrano.
Il tempo è sospeso, è il tempo del non tempo
dove tutto può accadere ed tutto accade.
Avviene a Samain insieme fine ed inizio dell’anno
celtico.
La festa di TRINVXTION SAMONI SINDVOS era la più
importante presso i Celti e si svolgeva, concomitantemente
alla levata eliaca della stella Antares, nei giorni che
separavano l’anno vecchio da quello nuovo.
La festa, che doveva soddisfare alcuni vincoli lunari
essendo celebrata nel sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo
giorno del mese di Samonios, come stabilisce il Calendario
di Coligny, e quindi due, tre e quattro giorni dopo l’ultimo
quarto di luna, rappresentava un periodo favorevole, ideale
per iniziare qualsiasi attività.
In questa data potrebbe essere collocabile la fondazione
del nucleo gallico della città di Milano, allora
nota come “Medhelanon”, da parte di Belloveso,
principe gallico che condusse in Italia, attraverso le
Alpi, il surplus della popolazione di svariate tribù
galliche transalpine.
Tito Livio racconta nelle “Historiae”(libro
V, 34):
“…Mentre a Roma regnava Tarquinio
Prisco, il supremo potere dei Celti era nelle mani dei
Biturgi, questi misero a capo di tutti i Celti un re.
Tale fu Ambigato, uomo assai potente per valore e per
ricchezza, sia propria sia pubblica, perché sotto
il suo governo la Gallia fu così ricca di prodotti
e di uomini da sembrare che la numerosa popolazione si
potesse a stento dominare. Costui, già in età
avanzata, desiderando liberare il suo regno dal peso di
tanta moltitudine, lasciò intendere che era disposto
a mandare i nipoti Belloveso e Segoveso, figli di sua
sorella, giovani animosi, in quelle sedi che gli dei avessero
indicato con gli àuguri. A Segoveso fu quindi destinata
dalla sorte la Selva Ercinia, a Belloveso gli dei indicarono
una via ben più allettante, quella verso l’Italia.
Quest’ultimo portò con sé il sovrappiù
di quei popoli, Biturgi, Edui, Ambani, Carnuti, Aulerci.
Partito con grandi forze di fanteria e cavalleria, giunse
nel territorio dei Tricastini. Di là si ergeva
l’ostacolo delle Alpi; e non mi meraviglio certo
che esse siano apparse insuperabili, perché nessuno
le aveva ancora valicate [ … ] Ivi, mentre i Galli
si trovavano come accerchiati dall’altezza dei monti
e si guardavano attorno chiedendosi per quale via mai
potessero, attraverso quei gioghi che toccavano il cielo,
passare in un altro mondo, furono trattenuti anche da
uno scrupolo religioso, perché fu riferito loro
che degli stranieri in cerca di erre erano attaccati dal
popolo dei Salvi. Quegli straneri erano i Marsigliesi,
venuti dal mare da Focea. I Galli, ritenendo tale circostanza
un presagio del loro destino, li aiutarono a fortificare,
nonostante la resistenza dei Salvi, il primo luogo che
avevano occupato al loro sbarco. Essi poi, attraverso
i moti Taurini e la valle del Dora, varcarono le Alpi;
sconfitti in battaglia i Tusci non lungi dal Ticino, avendo
sentito dire che quello in cui si erano fermati si chiamava
territorio degli Insubri, lo stesso nome di un pagus degli
Edui, accogliendo l’augurio del luogo, vi fondarono
una città che chiamarono Mediolanum…”
La
Testimonianza di Livio, quindi, colloca cronologicamente
l’epoca di fondazione della città nel VI
secolo a.C..in quanto il regno di Tarquinio Prisco si
estese dal 616 a.C. al 579 a.C. mentre la fondazione di
Marsiglia da parte dei coloni focesi avvenne nel 600 a.
C. circa.
La fondazione di una nuova città corrispose, come
era d’uso presso i Celti, alla definizione di un
centro sacro, detto con termine greco “omphalos”,
e di uno spazio altrettanto sacro centrato su di esso
e delimitato da un’aratura rituale compiuta in senso
orario, in accordo con il moto apparente degli astri che
popolano la sfera celeste, seguita dalle offerte propiziatorie
agli dei e dalla scelta del nome che doveva essere di
buon auspicio e spesso racchiudeva un teonimo.
La più nota ipotesi sull’origine del nome
di Milano è quella che vede nell’etimologia
romano-gallica di “Mediolanum” il significato
di “terra di mezzo”, ma esiste anche la tesi
di chi attribuisce a “Medhelanon”il significato
di “centro di perfezione” ovvero “nemeton”
santuario a cielo aperto delimitato da un recinto sacro
connesso con gli astri.
Quest’interpretazione è quella che più
si addice al territorio racchiuso dall’antico sacro
recinto di Medhelanon.
Lo sviluppo di “Medhelanon” fu abbastanza
lontano dal modello di oppidum celtico circondato
dal tipico ed imponente “murus gallicus”.
La realtà protoubana preromana di Milano si estese
intorno al nemeton senza alcuna struttura atta
a fortificazione, come confermano i recenti scavi condotti
dagli archeologi.
Alla luce degli ultimi elementi emersi sembra confermarsi
un modello di città sviluppatasi attorno ad una
zona - santuario che aveva funzioni molteplici: religiose,
giudiziarie, amministrative e commerciali.
Considerazioni relative all’altimetria ed all’assetto
viario suggeriscono che l’ubicazione del “nemeton”
sia da collocarsi nella zona dove ora sorge piazza della
Scala.
La fondazione della città verrebbe a coincidere
con la dedicazione del santuario presumibilmente avvenuta
nella data più propizia: l’inizio dell’anno
secondo il calendario celtico, evento che nel VI secolo
a. C cadeva intorno alla metà di novembre del calendario
giuliano.
Estratti
dagli articoli del prof. A. Gaspani “Alle origini
di Milano” e “Nemeton di Medehlanon”.
A. Gaspani e’ titolare del corso annuale di Archeoastronomia
all'Universita' Cardinal Colombo di Milano nonché
membro de
I.N.A.F. - Istituto Nazionale di Astrofisica Osservatorio
Astronomico di Brera |

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